Su Nuraxi o più propriamente il Villaggio nuragico di Su Nuraxi; è un abitato risalente all’età nuragica sviluppatosi intorno ad un nuraghe quadrilobato (cioè con un bastione di quattro torri angolari più una centrale), tra il XIII ed il VI secolo a.C..

La funzione del nuraghe è ancora oggi sconosciuta, anche se si sono ipotizzate diverse teorie

Struttura del nuraghe:
Il cortile interno del nuraghe

La struttura più antica del nuraghe è costituita da un torre centrale a tre camere sovrapposte (alta 18,60 m.), edificata tra il secolo XVII a.C. e il XIII a.C., in blocchi di basalto[1]. In seguito, nel periodo del Bronzo tardo, vennero edificate attorno alla torre centrale quattro torri unite tra loro da una cortina muraria con un ballatoio superiore (oggi andato perduto), comunicanti tutte su un cortile interno servito da un pozzo. In tempi più tardi, nell’Età del Ferro, il complesso venne attorniato da un ulteriore cortina muraria eptalobata.

Gli specialisti di settore non sono concordi nel ritenere che i Nuraghi avessero soltanto scopo militare; si pensa, altresì, che la funzione di queste torri megalitiche possa essere quella di fortezza, rifugio, parlamento (sede di decisioni comunitarie) e anche tempio in cui risiedeva il capo villaggio.

Il villaggio nuragico:
Il villaggio all’esterno del nuraghe

Attorno al nuraghe, dal periodo del Bronzo tardo, venne edificato un villaggio nuragico destinato a ospitare la popolazione circostante, il villaggio è composto da una cinquantina di capanne, edificate a pianta circolare tramite grossi massi murati a secco e ricoperte con tetti di forma conica in legno e frasche. Se nella fase antica le capanne furono strutturate ad un unico ambiente, in una fase più recente prevalse la tendenza della settorizzazione dell’abitazione. Tra le capanne rinvenute, le più significative sono apparse quella riservata agli incontri del capo, più grande e più articolata nella struttura, e la capanna riservata alle assemblee degli abitanti, nella quale sono stati ritrovati simboli delle divinità adorate. Altri ambienti sono stati riconosciuti come officine, cucine e centri di lavorazione agricola.

Durante il VI secolo a.C., la reggia subì distruzioni e fu poi successivamente ripristinata in epoca Cartaginese per poi essere occupata dai Romani, prima di essere abbandonata definitivamente.

Il nuraghe e il villaggio erano strategicamente connessi ad un sistema di altri nuraghe e siti nuragici, come quello polilobato rtrovato al di sotto della casa Zapata, nell’abitato di Barumini.

Scavi archeologici:

Il complesso archeologico fu interamente scavato tra il 1950 e il 1957, sotto la direzione dell’archeologo baruminese Giovanni Lilliu. Gli scavi hanno consentito di ripercorrere le diverse fasi della costruzione della reggia e del villaggio circostante, confermando la continuità di vita dell’intero complesso fino al I secolo a.C., in età romana.

Gli scavi hanno portato alla luce importanti resti di utensili, di armi, di vasellame e di oggetti ornamentali.

Il sito è stato classificato dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità.